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Amélie
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lunedì 31 marzo 2003
Oggi avevo la televisione accesa come rumore di fondo, ma non mi è sfuggito il lancio sul tg5 della rubrica Gusto con la motivazione "la vita continua, nonostante tutto".
lunedì 31 marzo 2003
Per i calendari siamo un po' fuori stagione: all'Espresso non si demoralizzano e pensano bene di allegare al giornale i Maestri della fotografia erotica .
Immagino la delusione di quelli che, in crisi di astinenza da veline/letterine/schedine/mostardine, precipitandosi in edicola attirati dalla tetta di Naomi si ritroveranno tra le mani Man Ray o Bill Brandt. lunedì 31 marzo 2003
Ho appena visto uno spot in cui si pubblicizzava un'edizione limitata dei Magnum Algida.
mercoledì 26 marzo 2003
domenica 16 marzo 2003
Attirata dal bellissimo spot pubblicitario, ho cercato in rete notizie su For Men, un nuovo mensile maschile. Lo slogan di lancio è For Men, il mondo come uomo comanda, mentre nella pubblicità ci sono tutti i simboli dell'uomo di successo: belle donne e belle macchine. Una bonazza (Anna Falchi?) prende l'auto (una Porsche nera) del suo Uomo, ma non riesce ad aprirla perchè la vettura obbedisce solo a Lui, che infatti arriva, sale e le dice che al ritorno vuole trovare la camicia stirata. Gli articoli di punta di questo mese sono uno studio sulle paure del maschio, e un'inchiesta sulle città a misura d'uomo (inteso come maschio 25-44enne che tiene alla salute e alla forma fisica ma non rinuncia ai piaceri della gola, è felice con la propria partner ma non rinuncia a guardare le altre). Non c'è niente di nuovo sotto il sole: nel regno delle riviste femminili succede da anni. Prima ti propongono vestiti firmati seguiti da articoli in cui "è più importante avere uno stile personale", poi la dieta in una pagina e la ricetta dello strudel nell'altra, cercano di venderti di tutto e poi ti dicono che lo shopping è una malattia, e dopo averti dato consigli per essere superefficiente ti dicono che il perfezionismo è causa di stress. In breve, For men e compagnia bella si rivolgono ad un pubblico di sfigati. Scopro che la testata è diretta da Andrea Biavardi, ex direttore di Men's Health (quando si dice il curriculum). Continuo a cercare: questo signore è anche uno scrittore: ha infatti pubblicato nel 2002 un libro dal titolo Sbuccia il maschio, che propone la riscossa per il maschio in crisi . La colpa è delle donne, che invece di usare l'arma della seduzione, hanno esagerato con l'autocosciena e l'emancipazione e si dedicano come passatempo a subissare l'uomo con richieste eccessive quali i preliminari a letto. Sintesi del Biavardi pensiero: L'uomo rappresenta l'autorità, la donna l'aspetto materno ed emotivo. Ve lo ricordate Tom Cruise in Magnolia, che organizzava corsi di motivazione per maschi in crisi chiamati "Seduci e distruggi"? Ve lo ricordate qual era il motto? Cosa urlavano quei disperati? Rispettate il cazzo e...domate la figa! Sogni d'oro. sabato 15 marzo 2003
![]() In Italia è una roba che non piace, ma non si potrebbe fare una bella legge antitrust contro il monopolio di Cristina D'Avena, unica interprete delle sigle dei cartoni animati presenti, futuri e purtroppo anche passati? Non paga di cantare le nuove sigle, di aver inciso nuove versioni di Lady Oscar e Candy Candy (sto piangendo mentre scrivo), la perfida strega è andata a toccare i vecchi cartoni di Hanna&Barbera (a proposito, ho scoperto solo pochi anni fa che sono due cognomi maschili e non due nomi femminili). L'altra sera su Italia1 le mie orecchie hanno udito una canzone melensa che presentava il picchio Woody, con tanto di sigla. Ma che schifo! Rivoglio quei cinque secondi con la musichetta cantata da Woody e lui che scolpisce nel legno il titolo del cartone. A questo punto perchè non farle reincidere anche le canzoni dei classici Disney? Per favore, indignatevi con me. giovedì 13 marzo 2003
Ve li ricordate? A sinistra Colin Powell, a destra il generale Norman H. Schwarzkopf, rispettivamente Capo di Stato maggiore dell’esercito e comandante delle operazioni Usa nel Golfo. Come mai uno ha fatto una carriera sfolgorante e dell'altro non si sente più parlare? C'è forse stato qualche gomblotto di cui solo Biscardi conosce i retroscena? Amélie lancia una campagna: Che fine ha fatto Schwarkopf, l'Orso del Deserto? Di sicuro non lo scopriremo leggendo lo speciale Guerra del Golfo-dieci anni dopo del Nuovo. Dalla scheda di Colin Powell: "Powell si è ritirato nel 1993, dopo un percorso illustre che abbraccia le tre presidenze Reagan, Bush e Clinton". giovedì 13 marzo 2003
Stavo guardando distrattamente il tg5, mentre aspettavo con impazienza Gusto, (probabilmente stavo pure sfogliando il giornale) quando una frase mi ha colpito: "I pacifisti italiani sono preoccupati per le voci che girano riguardo a una possibile partecipazione dei Top Gun italiani nelle operazioni militari in Iraq". Avevo le lacrime agli occhi, nostalgia canaglia. I Top Gun italiani? Quanti ricordi! Il 1991, la Guerra nel Golfo, la stampa interventista, le distinzioni tra i due termini guerra e operazione di polizia internazionale ma soprattutto un uomo, Maurizio Cocciolone: ho subito acceso il computer alla ricerca di una sua foto, ma purtroppo non ho trovato niente. Ma come dice il poeta (Non avete udito di quell'uomo che andando in cerca di radici trovò un tesoro?) ho trovato Lui. Ho una scrittura che reputo la più semplice in assoluto. Le reti Mediaset hanno trasmesso a puntate la vita di Padre Pio che ha avuto un ascolto record. Secondo me, è perché la gente ha bisogno d'altro, di belle storie per uscire dalla ripetitività della vita. Eccola dunque, la bella storia per eccellenza. Intercettai per primo la notizia che c'erano due prigionieri italiani. Con due prigionieri italiani la guerra diventava un fatto nostro. Bellini e Cocciolone furono i nostri cavalli di battaglia. Ma la storia di Bellini e Cocciolone l'ho vissuta fino al loro ritorno, facendo addirittura dirette dal paese di Bellini, in festa per la liberazione ufficiale. Ero diventato uno di famiglia. Una sera ero da loro e mentre stava andando in onda Studio aperto mi feci chiamare al telefono e feci andare in diretta il Rosario recitato dai genitori di Bellini. Cavalcammo a lungo la guerra del Golfo E infine: Il pubblico ama le storie. Gran parte del mio pubblico di oggi è quello che quando era ragazzino mi ha seguito durante la guerra del Golfo (i ragazzi hanno sempre amato la guerra!). Quello è stato il mio più grande successo. giovedì 13 marzo 2003
Ho cambiato idea. Amélie riapre. Con una coerenza degna di Bossi, si ricomincia. Non commentate questo post che tanto vi cancello. Pronta ad ogni smentita: "Chiudere, ma quando mai l'avrei detto?" (Nove anni di Berlusconi in politica non vi hanno insegnato niente?) |