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Amélie
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venerdì 13 giugno 2003
Quest'uomo. Glielo dite voi o glielo dico io?
venerdì 13 giugno 2003
Non vorrei, con l'intervento precedente, avervi dato l'impressione che io abbia una qualche simpatia per i vecchi: non è così. La maggior parte di loro smette di lavarsi all'età di settant'anni, sale sull'autobus pretendendo che giovani paraplegici, donne incinte al nono mese di gravidanza, bambini mutilati gli lascino il posto (naturalmente scappano tutti, storditi dall'odore emanato da quei corpi che si stanno adattando alla decomposizione) e se per caso qualcuno impiega meno di tre secondi netti per abbandonare il seggiolino, attaccano con la litania dei giovani che non hanno più rispetto per nessuno. Ci sono però dei vecchietti che mi piacciono: si chiamano Eritreo Cazzulati, Angelina, il Bizzini, il Piviteri, il professore. Sono le creature di Enzo Lunari e riescono a esorcizzare la morte molto meglio di Antonio Ricci. "Nelle oscure profondità dell'Oceano vivono degli esseri piccolissimi che in sé e per sé sembrano delle nullità. Non sono spettacolari come le balenottere, ne' feroci come i pescicane, ne' intelligenti come i delfini. Non sono neanche commestibili come le cernie o le orate. Insomma, a prima vista sembrerebbero individui assolutamente privi di qualsiasi dote fisica o morale: dei perfetti buoni a nulla. Eppure... Eppure queste minuscole creature a furia di ammonticchiare, sedimentare e stratificare le loro minuscole carcasse, a poco a poco, nel corso dei secoli e dei millenni hanno messo su qualcosa che più di tutti i mostri degli abissi, più delle balenottere, più dei pescicane e dei tonni messi insieme, è in grado di resistere alla terrificante forza dell'Oceano: la barriera corallina. Cosí, tale e quale, in un piccolo mondo rannicchiato nel ventre di un mondo sempre più grande ed ostile, si muovono i personaggi di queste storielle. Non sono uomini politici ne' potenti della finanza, non sono artisti famosi ne' divi dello spettacolo, non sono eroi dello sport ne' luminari della scienza. Sono dei poveri, insignificanti vecchietti, inutili al punto che per loro sembra sprecata perfino la striminzita pensioncina che la società gli butta là mensilmente e sempre con l'aria di dirgli: "Va be', ma che sia l'ultima volta!". Eppure... Eppure a furia di sopravvivere hanno messo insieme una forza che è tutta riassunta nella loro parola d'ordine: "Resistere!". Resistere alla burocrazia, al carovita, al progresso tecnologico, al traffico, all'assistenza sanitaria. Resistere a tutto e contro tutti. Resistere non ostante gli acciacchi fisici e il cervello che magari un po' va e un po' viene. Eroi o rompiscatole si può discutere, una cosa è certa: le loro carcasse sono ben lungi dal sedimentare! venerdì 13 giugno 2003
Lunedì ho pensato di guardare Velone con lo scopo preciso di scriverne su Amélie: non so come mai, c'era questa vocina che mi diceva: troverai materiale interessante. Invece non sono riuscita ad arrivare in fondo, tanto mi sono rattristata. Ieri sera, a casa di amici, ho visto invece la seconda metà del programma, quindi si può dire che sia riuscita a coprire almeno una puntata. Solo che l'unico impulso che ho avuto non è stato quello di scrivere, ma di correre alle tombe delle mie nonne per ringraziarle (per ringraziarle di cosa? Probabilmente di essere morte: non perchè avrebbero partecipato, ma perchè non credo che sarebbero riuscite a farsene una ragione). I risultati: mi trovo ad essere più o meno d'accordo con Natalia Aspesi e questo mi inquieta (visto che è una nota scopritrice di acqua calda). Antonio Ricci: " Io non faccio varietà, faccio documentari. Non ho scoperto io le veline, e neppure le velone. Metto solo in evidenza un mondo che esiste, quello delle anziane che non s'identificano solo nel ruolo di nonne". Già, preferiscono identificarsi nel ruolo di scimmiette ammaestrate, come le loro nipotine (ecco, l'ho detto). *chi indovina la dotta citazione del titolo avrà lo stesso premio riservato ai partecipanti del concorso Gelli. |